Sarebbero circa 800 mila i moldavi che hanno richiesto la cittadinanza romena, secondo le dichiarazioni delle autorità di Bucharest, dopo gli eventi del 7 aprile scorso nella capitale moldava.
Nei giorni successivi agli scontri del 7 aprile scorso, migliaia di persone a Chişinău hanno preso d’assalto ogni giorno l’ufficio centrale delle poste e l’Archivio di Stato. Il fenomeno, in proporzioni così massicce, è una diretta conseguenza dei fatti del 7 aprile , e per le autorita di Chişinău la questione è ormai diventata un problema di sicurezza nazionale.
Dopo il 7-9 aprile, con la devastazione del Parlamento e del Palazzo Presidenziale, le reazioni delle autorità moldave sono state molto dure: accusare la Romania per quanto avvenuto, l’introduzione del regime di visti per i cittadini romeni, e l’espulsione dell’ambasciatore romeno dalla Repubblica Moldava. La Romania è sempre stata un’ossessione per il partito comunista moldavo, sempre definita, dall’attuale presidente e segretario del partito Vladimir Voronin, come “l’ultimo impero d’Europa ed un paese che cerca di distruggere l’identità e la sovranità moldava.”
Da Bucharest, le autorità romene non hanno ignorato le accuse e le azioni intraprese, ma la reazione di Bucarest è stata meno drammatica: l’ambasciatore moldavo non è stato espulso, ma sono stati semplificati i requisiti e le procedure – rivolte soprattutto ai moldavi – per ottenere la cittadinanza romena. Il presidente romeno Traian Băsescu, in un intervento straordinario al parlamento di Bucarest, ha dichiarato che ” è necessario semplificare le procedure per riassegnare la cittadinanza romena per chi ne è stato privato abusivamente”(…)”abbiamo il dovere morale nei confronti dei giovani arrestati a Chisinau” . Il 15 di aprile, il governo romeno ha adottato una decisione urgente che riduce da sei a cinque i mesi per le procedure di valutazione dei dossier, semplificando le procedure.
Ovviamente la notizia ha prodotto una dura reazione da parte delle autorità moldave, che hanno accusato la Romania di cercare di annettersi la Moldavia spopolandola. Il presidente Voronin ha dichiarato che se la Romania continuerà a concedere la propria cittadinanza ai moldavi, verrà abolita la doppia cittadinanza, oggi legale in Moldavia. Mentre la reazione delle istituzioni di Chişinău è stata molto negativa, migliaia di cittadini moldavi si sono affrettati a spedire lettere al consolato romeno e si sono procurati i documenti necessari per avere per la cittadinanza romena secondo i requisiti richiesti.
Ulteriormente le autorità moldave si sono appellate all’Unione Europea perché punisca Bucarest per la sua politica sulla cittadinanza. Non potendo in alcun modo influenzare la Romania sulla questione, le autorità moldave hanno sempre cercato di coinvolgere le istituzioni europee nel tentativo di ottenere uno stop della UE verso la politica romena della concessione della cittadinanza ai moldavi. Malgrado la UE, negli anni, si sia espressa con grande prudenza sulla questione, in seguito ai fatti del 7 aprile la presidenza ceca dell’Unione, tramite il ministro agli Affari Europei Alexander Vondra, ha espresso preoccupazione sui rischi che possono nascere in conseguenza della semplificazione delle procedure per ottenere la cittadinanza romena.
Nel passato, le autorità moldave, hanno lottato a lungo contro “la cittadinanza romena”. Le origini affondano le radici nei primi degli anni ’90, quando era ancora attivo il movimento unionista con la vicina Romania. Per contrastare gli unionisti fu dichiarata illegale la doppia cittadinanza, nonostante tutto molti moldavi continuarano richiedere la cittadinanza romena. L’aspetto ironico è che la doppia cittadinanza è stata introdotta in Moldavia solo dopo l’arrivo al potere Partito dei Comunisti, nel 2001. Subito fu evidente che il numero di coloro che desideravano la cittadinanza romena era maggiore di quanto previsto, cresciuto anche con l’entrata della Romania nell’UE. In seguito agli eventi del 7 aprile, il presidente romeno Băsescu ha annunciato pubblicamente che al consolato di Chişinău sono giunte circa 800 mila richieste per la cittadinanza romena.
Gia nel 2008, le autorita comuniste avevano iniziato a mettere in atto leggi che limitano, per chi abbia la doppia cittadinanza, la possibilità di essere eletto a determinate cariche pubbliche, compresa quella di deputato. La legge è stata fortemente criticata dall’ opposizione e l’opinione pubblica, ed immediatamente contestata davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani. La Corte ha deciso molto rapidamente sulla questione, e il 18 novembre 2008 ha reso pubblica la sentenza di condanna della Moldavia per le restrizioni imposte dalle autorità di Chişinău, dichiarandole non giustificate, sproporzionate ed in violazione sia del 3° articolo del 1° protocollo della Convenzione europea sui diritti umani che del 17° articolo della Convenzione europea sulla cittadinanza.
Purtroppo le reazioni di ancune forze politiche da paesi europei(anche la Lega Nord in Italia) sono state abbastanza scoraggianti, dichiarandossi egoisticamente preoccupati dell’”invasione di un millione di cittadini moldavi con cittadinaza romena” sul mercato di lavoro europeo. In seguito, Cristian Diaconescu, il Ministro degli Affari Esteri di Bucharest, ha gia annunciato che verrano rilasciati solo 30 milla passaporti romeni all’anno(prima venivano rilasciati 10 milla all’anno circa).
Facendo i calcoli, nel miglior caso durerebbe piu di 20 anni ottenere la cittadinanza romena per chi ha fatto la richiesta quest’anno. Procedura che diventerebbe ancora piu difficile, se non impossibile, nel caso le autorita comuniste di Chisinau preparerano delle “sorprese” all’Archivio di Stato in stile KGB-ista.